28 settembre 2011

La danza del qua qua

Lee ha deciso di andare a danza.
Ed è proprio il genere di scelta che ci aspettavamo da lei, che non è propriamente braveheart, che ha paura di farsi male, e che il contatto fisico con gli altri bambini fino a un certo punto poi aria.
E quindi lezione di prova, lacrime da abbandono "oddiodovròmicastarequidasola", entusiasmo post-lezione e iscrizione. Ne hanno preso esempio altre cinque sue amichette dell'asilo. Ecco, sentivo proprio il bisogno di ulteriori spazi di condivisione con le mamme, e peggio ancora le nonne, dell'asilo.
E infatti.
Tempo due lezioni ed eccole lì a chiedere delucidazioni alle insegnanti.
Che poi, stiamo parlando di danza per bambine di cinque anni, cioè la Abbagnato è un'altra cosa per non parlare di Sylvie Guillem. La Ferri? No, anche lei abita altrove.
Queste pulcine saltellano, corrono, imparano a muoversi a tempo con la musica.
La sbarra, le posizioni, pliés, dévelloppès, grand fouettè en tournant, rond de jambe, e sticavoli non li vedono neanche da lontano.
E ci mancherebbe.
Esattamente quello che mi aspettavo da queste lezioni di danza.
Ma evidentemente, e tanto per cambiare aggiungerei, sono l'unica.
E mi chiedo come mai.
Mi chiedo se mi dovrei interessare anche io alla carriera ballerina di mia figlia, lo chignon le sta così bene del resto...
Perchè le altre partecipano, fanno presente che le loro bambine sanno fare la spaccata (eh?) o che hanno il fisico giusto per, e guarda che collo, e guarda che gambe, e guarda un gabbiano (cit.). E il mio primo istinto è di ritirarla se non fosse che, grazieadio, le insegnanti tagliano corto con l'espressione di chi ogni anno deve spiegare che le selezioni per la Scala, ecco, magari ne parliamo più avanti.

Che poi se penso a quello che implica il mondo della danza, non sono proprio certa che sia il genere di futuro che augurerei a mia figlia, eh.
Ma se la competizione comincia dalle mamme come ci si può aspettare che non passi alle figlie? Conoscendo Lee posso dire questo: lei non è quella che lancia la sfida ma se ci si trova in mezzo corre.

E quindi.
Il discorso della magrezza.
La magrezza è un tasto su cui non riesco ad andare con facilità (poi forse un giorno ne parliamo ma anche no).
Meno che meno quando si tratta di bambini.
Io detesto chi pesa i bimbi con gli occhi, chi li misura, chi commenta i cicciottelli, chi per innalzare uno scricciolo mortifica chi esce dalle dimensioni standard. E questo è un messaggio che i bambini percepiscono forte e chiaro, perchè è talmente elementare che lo fanno subito "loro", e peggio ancora lo diffondono.

C'è già all'asilo questa percezione del magro come qualcosa di positivo da opporre allo smaccatamente negativo del grasso (sì, davvero: vi presento i bambini di oggi). Io di una cosa ho la certezza: che Lee farà danza fino a quando vorrà, e fino a quando non avrò la sensazione che l'istituzionalizzazione della magrezza di questo ambiente le stia facendo male in qualche modo.

Mi auguro che passi del tempo.
Per ora più che cigni, paperelle.
E finchè paperellizzano va tutto bene.

9 commenti:

  1. NOn ho figli, nè figlie, ma ho fatto danza classica per 6-7 anni... e non mi ha fatto bene, per nulla!

    Sottoscrivo tutto quanto. E' un'attività meravigliosa, se fatta con amore e con intelligenza. Qualità, purtroppo, rara a trovarsi... soprattutto quando si ha a che fare coi genitori: per qualche ragione, la meternità rende alcune donne perfettamente cretine.

    E non voglio fare qualunquismi beceri, ma ti faccio un "in bocca al lupo" di cuore. Deve essere molto dura avere una bambina in un ambiente dove sembra che una ceretta e un paio di gambe secche siano l'unica cosa importante.

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  2. Crepi il lupo. Spero di continuare a contare per mia figlia più di tutto l'ambientame che le gira intorno. Finchè sarà così basterà una mia motivazione per fare "anche basta". Altrimenti dovremo parlarne. Ma sono disposta ad usare le maniere forti (ti ritiro, punto e stop) di fronte a qualunque cosa le possa rovinare la salute, mentale prima ancora che fisica. Speriamo in bene.

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  3. In bocca al lupo davvero... chissà com'è felice la tua bimba!!

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  4. Faccio l'istruttrice di minibasket ed alleno i piccoli. Il sogno è di avere tutti genitori come te, che riescano a capire che a 5 anni è un pò prestino per decidere se i loro figli saranno mostri di sport, l'importante è solo che siano in grado di divertirsi e quell'entusiasmo post allenamento che rende felici un pò tutti, genitori,figli ed istruttori.
    In bocca al lupo per la danza! :-)Ma sopratutto per le nonne!

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  5. @sara: le nonne. meritano un post a parte, le nonne. aiuto.
    Grazie della visita e del commento!

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  6. Bè se avessi iscritto a danza la mia bambina almeno non saresti sola fra le opinioni delle galvanizzate, purtroppo però ho indirizzato al nuoto una non aggrazziata promettente ballerina....

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  7. Mi ci vorrebbe proprio una mamma come te, fuori dall'asilo e dalla scuola di danza, per fare fronte comune contro le invasate. Davvero. Hai un ologramma da mandarmi, al posto tuo?

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  8. averla avuta una mammacomplice e fuori dal coro. mamma di maschio, ormai 21enne, che però la gara con tutte, dai voti ai capelli, dalle feste di compleanno agli sport. attenta alle mamme, alle nonne, pur'anche agli sguardi e in bocca al lupo.
    ps:arrivo via twit, via clem, via tfm. il mondo è web

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  9. Ma infatti Silvia, non c'entra maschio o femmina, la gara è tra mamme e io me ne chiamo fuori. però come ho già detto, ogni tanto mi chiedo se i miei figli in qualche modo pagheranno questo mio voler essere fuori dal coro. vedremo.

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