5 ottobre 2011

Per lo psicoreato quanto dovremo attendere?

E c'era il ministero della Verità che si occupava di rettificare le notizie di modo che collimassero con l'idea di realtà che il Grande Fratello voleva dare. Era il 1984, e il peggiore dei reati era lo psicoreato, cioè pensare qualunque cosa che non perpetuasse lo status quo imposto dall'alto dagli organismi governativi.
Sembrava fantascienza.
E invece.

Il comma 29 e tutto il DDL anti-intercettazioni è in dirittura d'arrivo sulla Gazzetta Ufficiale.
Questo significa che tutti i blog, i siti web, le testate on line che si occupano di quell'informazione libera dai poteri forti che è possibile proprio laddove non c'è un soggetto pagante ma solo il gusto di dare una notizia in modo davvero libero, sono obbligati a "rettificare entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento ogni contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine". Purtroppo il giudizio sull'effettiva "lesività" non viene delegato a un giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato (cit. Wikipedia).

Il mio è un blog personale. Difficile trovarci dentro qualcosa di lesivo per l'immagine di qualcun altro che non sia io. Ma questo non conta. La possibilità, unita alla capacità, di trovare notizie on line è quel meccanismo che consente di svincolarsi dall'informazione eterodiretta dei tg televisivi. In rete c'è satira, c'è partecipazione, c'è critica, c'è una presa di posizione "contro" sempre molto forte. Che io ne scriva o meno conta poco, io ne fruisco. E questo per me è fondamentale.

E ora niente, Wikipedia si mette il bavaglio, altri siti, blog, testate non tarderanno a fare lo stesso, perchè piuttosto che dare una notizia edulcorata, ecco, facciamo anche no, a maggior ragione che scriverne implicherebbe una serie di problemi, economici in primis che non so le testate, ma i blogger di certo non si possono permettere di affrontare.


"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". 
Articolo 21.
Della Costituzione, eh, mica del manuale delle giovani marmotte.
Della Costituzione italiana, e dove viviamo noi? Ah, già.
Io non ci posso credere.
Come siamo arrivati a questo? Bè lo sappiamo...
Ma soprattutto, quale sarà il prossimo step? Lo psicoreato?

Eccheccazzo.

4 commenti:

  1. Sono anni che gli italiani si dimenticano dell'articolo 21 e questo è il risultato. Ma prevedo - ahimè - esiti anche peggiori.

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