28 gennaio 2012

Dal vivo

Il fatto è che sono talmente abituata a produrre il solo rumore della tastiera e del mouse del computer che finisco col credere che non esista altro rumore al mondo.
E finisco col credere che quel rumore conti qualcosa.

Ma io ho una voce.
Ho un corpo.
Ho una pelle che diventa una pagina in braille da leggere a fior di dita quando qualcosa mi emoziona.
Ho braccia che sanno abbracciare e tirare pugni.
Ho gambe che corrono, scalpitano, mi portano in giro.
Sono tanto più reale quanto più mi allontano da questo schermo.
E ci trovo la vita vera, lì, lontano.
Una vita dove so scandalizzarmi davvero, muovermi davvero, partecipare davvero, gioire davvero, al netto di tasti "mi piace", commenta e colpi di mouse.
Ho l'impressione che qui davanti se ne perda un po' il senso.
Della partecipazione, dell'amicizia, della vicinanza, del "vero" - bello o brutto che sia.
E io non voglio perderne il senso. Il senso è a volte la sola cosa che mi resta.
E quando mi ritrovo poco colpita da cose che in teoria dovrebbero sconvolgermi - e quando constato che in passato l'avrebbero fatto - allora capisco che ho bisogno di disintossicazione da tutta questa sicurezza, da tutta questa comodità; capisco che ho bisogno di tornare a guardare la gente negli occhi, di berci un caffè, di comprare fiori, di tirare su la macchina e macinare chilometri solo per andare ad accarezzare una pancia nuova (forse ci metto qualche mese in più, ma arrivo), di scendere in piazza a gridare, di tirare un pugno quando serve, di vedere dal vivo lo spegnersi di candeline su una torta, di sentire il profumo di neve nell'aria, di difendere il più debole che mi è seduto accanto, di usare il cervello che mi è stato dato per qualcosa di un po' più alto della condivisione di un link.
Non voglio moralizzare niente e nessuno. Sto parlando solo per me stessa.

La partecipazione io la intendo dal vivo.
La vita io la intendo dal vivo.

8 commenti:

  1. :O Che bel post! Ti posso citare in un articolo che devo scrivere sulla democrazia elettronica?
    Metterei i tuoi riferimenti, ovvio!
    M'hai assai ispirato :)

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  2. Marco grazie.
    Certo che puoi citarmi. Se hai bisogno di altre info, trovi la mail qui accanto. Grazie, ancora.

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  3. La vita virtuale a volte può essere paragonata a un eremitaggio

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    1. al netto delle riflessioni che l'eremitaggio dovrebbe portarti appresso. quindi è solo isolamento, falsato dalla sensazione di essere parte di qualcosa. non escludo che ci siano persone capaci di dosarsi, di dosare la loro vita virtuale, di trattare i socialcosi come hobby. vorrei essere così. sfortunatamente la moderazione non fa parte dei miei innumerevoli pregi (sarcasmo, ovvio) quindi ho bisogno di rifletterci un po' e di prenderne le distanze ogni tanto, ecco.

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  4. La vita virtuale mi piace fino ad un certo punto.
    Spesso la lascio in pausa anche se devo ammettermi di destreggiarmi bene tra la mia presenza sul web e quella reale.

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  5. Lara, qua battiamo la fiacca :^) Dove sei?

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    1. Sperimento la deliziosa sensazione della sindrome da pagina bianca. Mai capitato? Un abbraccio, L

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    2. Capita spesso. Ben trovata.

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