4 gennaio 2012

Mi faccia il totale (delle parole scritte)

Sta per arrivare un compleanno importante (non propriamente mio anche se un po' mio), uno di quelli che ti obbligano a "fare il punto" e rivedere quello che hai fatto, scritto, pensato, disegnato.
E quindi eccomi qui, con in mano i sassi avanzati dopo la strada fatta e a guardare quelli che ho lasciato indietro.
Ho presentato la mia amica A., ho scritto del mio PrimoAmore, ho scritto di  storie che mi hanno fatto male ma sono andata avanti e di ricordi che non lascio andare via.
Ho pensato molto alla mia Milano, ne ho scritto diverse volte.
Ho fatto coming out su una serie di meccanismi psicologici che non (e non sono ancora tutti) e sulle "vite degli altri".
Ho parlato di me.
E ovviamente tanto, tantissimo di Lee e Roo, e del quotidiano eroico e divertente che ne viene fuori.
Ho perlopiù tenuto fuori Lui, se non sottoforma di quotidianità spesso divertente, proteggendolo come quel genere di segreti che le parole non possono spiegare.
Ho viaggiato nei ricordi. Tanti ricordi.
Mi sono arrabbiata molto.
Ho sorriso pensando all'adolescente che ero e ancor più a quella che sono, e alle mie amiche "esercito della salvezza".
Dopo alcune riflessioni, ho iniziato a correre.
Sono stata a Roma, al mare, ho litigato coi miei capelli, mi sono accartocciata parecchio.

È stato un (quasi) anno intenso.

3 gennaio 2012

Recrudescenze

Ci sono ruoli che poi si è talmente bravi ad interpretare che finiscono per restare attaccati addosso come magliette bagnate. Ci sono maschere che si portano, per facciata, per difesa, per dissimulazione, che aderiscono talmente bene ad un volto che non sai più se siano maschere o il volto stesso. Ci sono sensazioni che si cercano di nascondere o al contrario di enfatizzare, magari per nasconderne delle altre, e che finiscono per diventare protagoniste al punto che le altre - quelle vere - non riesci più a vederle.
Ci sono strade che si srotolano sotto i piedi che neanche te ne accorgi e ci sei già sopra, ma il più delle volte puoi sempre decidere se percorrerle o cercarne altre. O se stare ferma un po'.
Ci sono cose di cui vorresti continuare a parlare, a parlare e a parlare ancora per mantenerle vive e vere, perchè non riesci a stare a guardare, zitta, mentre ti sbiadiscono davanti. O mentre, semplicemente, cambiano.
Ci sono persone che hai sempre la sensazione che quando sei triste loro un po' ci godano e da queste persone bisogna prendere il largo. Anche se sono amiche. Soprattutto se sono amiche.
Ci sono canzoni che non si possono sentire perchè dentro ci sono giorni che non si possono ricordare.
Ci sono posti in cui si è stati anche se non ci si è mai stati. E posti in cui si è stati tante volte che non esistono più per noi.
Ci sono abitudini-persone-tempi che ti restano incollati dentro dei gesti che non sai più fare.
Ci sono lenti che non sono mai stati ballati.
Ci sono rapporti tra persone che prima erano sinfonie e ora sono partite a scacchi in cui uno esce inevitabilmente sbriciolato.
Ci sono quelle volte in cui non puoi che pentirti di essere stata così sinceramente vulnerabile. Per la precisione, tutte.
Ci sono colori "pastello" e io odio i colori pastello.
Ci sono momenti che vorresti urlare e poi crollare e invece finisce sempre allo stesso modo: taci.

E allora corri.








Sì, il mio epitaffio sarà: sindrome pre-mestruale. 

1 gennaio 2012

Capodanno

Capodanno #1
Ore 7 - tutti svegli. Cioè svegli quelli bassi e noi di conseguenza. Presenza scenica - consapevolezza del proprio ruolo nel mondo - brillantezza di vedute non equamente distribuite tra bassi (tantissimo di tutto) e alti (molto ma molto meno). Lui entra in cucina e mi trova con una tazza di caffè in mano seduta davanti a una cipolla, del brandy, carne non meglio identificata e acciughe.
- All'anima della colazione dei campioni...
- Mi viene da vomitare.
- Buon anno anche a te.

Capodanno #2
Cambio musica nell'iPod, cambio libri da leggere, cambio colori amici, cambio abitudini tecnologiche, cambio prospettiva. Non è che queste nuove cose siano migliori, sono solo diverse per il momento. Che siano migliori o meno lo saprò dire tra 366 giorni.

Capodanno #3
A me questo periodo dell'anno mi mette un'ansia che non so spiegare. È come se dovessi prendere confidenza con qualcosa di nuovo che non conosco, chè il "vecchio" e il "familiare" sono andati, e tutte le volte ho paura dell'incognita, del non esserne capace, come se questi primi giorni con la data che fai fatica a fare entrare nelle dita, e tutte le volte digiti e scrivi il vecchio anno (minimo per un mese), fossero fatti di qualcosa di diverso dai precedenti. E a me questa cosa a-i-u-t-o. E tutte le volte io speriamo che me la cavo.
Nuove pagine bianche da scrivere a suon di giorni, emozioni, vita.
Altro giro, altra corsa.
Alzo il volume della musica e si va.